Il Territorio e la sua Storia
L’Uzbekistan, situato al confluire dell’Amu Darya (Oxus) e dal Syr Daryat (Jaxartes), anticamente conosciuto con l’appellativo di Transhoxiana, segna il  centro delle repubbliche asiatiche, culla di antiche civiltà, e in quanto tale, è il paese più ricco di storia nel cuore dell’immensa Asia. Confina a nord-ovest con il Kazakistan, a sud con il Turkmenistan, il Tadjikistan e l’Afganistan e a est con il Kirghizistan. Con una superficie di 447.400 km quadri ed una popolazione di ben 24 milioni di abitanti, l’Uzbekistan da sempre costituisce il paese più popolato, nonché il più importante dal punto di vista economico e politico, delle ex-repubbliche sovietiche.  Oltre i due terzi del suo territorio è costituito da zone desertiche, con il deserto del Kyzylkum, o steppiche, nelle quali, negli anni sovietici, si è cercato di impiantare la monocoltura del cotone. Le uniche zone relativamente fertili sono i delta dei fiumi e la valle del Fergana, ad oriente. Proprio dai monti del Chatkal, non lontani da Tashkent, la capitale, che si collegano alle catene del Tian Shan cinesi, e dalle montagne Fan, di Samarcanda, che si collegano all’Alay del Pamir, nascono le maggiori arterie fluviali del paese. Il clima, per la natura desertica del paese, è caldo ed estremamente secco in estate, con un autunno ed una primavera mite e con un inverno breve, ma dalle temperature rigide, che scendono anche al di sotto dello zero. Il paese, strutturato in dodici provincie e nella Rebubblica Autonoma del Karakalpakstan, può essere visitato sia per le sue bellezze architettoniche che paesaggistiche, non ultima la Riserva Naturale di Badai-Tugai. La foresta tugai, è una foresta molto fitta, tipo una giungla di alberi, cespugli, piante spinose, resistente ai climi desertici; la fauna comprende la lince del deserto, di Karakal, sciacalli, cinghiali, volpi, cervi, tassi e, fino al 1972, anche la tigre del Turan. L’economia dell’Uzbekistan si regge sulla produzione del cotone, molto importanti sono, inoltre, le colture di frutta, ortaggi, riso e la bachicoltura; l’Uzbekistan, inoltre, è l’ottavo produttore mondiale di oro ed è ricco di risorse naturali come il petrolio, il gas naturale ,l’uranio e altri minerali.
L’Uzbekistan è una terra antichissima che ospita alcune tra le città più antiche del mondo, come ad esempio Samarcanda che ha più di 2.500 anni ed é stata a capo dell’immenso regno di Tamerlano, oltre alla maggior parte delle bellezze architettoniche di questa area, le quali per il loro fascino e la loro notorietà, legata alla Via della Seta, sono famosissime in tutto il mondo: il palazzo bianco Ak-Saray di Shakhrisabz, la città fortezza di Bukhara e la città museo di Khiva. Proprio per la sua storia millenaria è una terra che, abituata allo stratificarsi di tante civiltà, mantiene una vocazione cosmopolita ed interreligiosa, molti sono i russi che qui vivono, oltre ai tadjiki, ai Kazaki, ai Tatari, Kirghisi e Coreani.  L’Uzbekistan  è un paese in cui oltre alle tante etnie compaiono anche tante religioni, tra cui il cristianesimo ortodosso, eredità del colonialismo russo, il cattolicesimo e l’Islam, tradizione di base del paese, le quali se un tempo erano relegate tra le pareti di casa, dall’ateismo di stato del regime comunista, ora vivono una tiepida primavera, visto il laicismo dell’attuale Repubblica dell’Uzbekistan, in cui il presidente cerca, pur all’interno di una dichiarata libertà di culto, di mantenere il controllo rispetto a possibili risvolti fondamendalisti ed estremisti legati alle correnti dei Wahabiti  e dei Talebani .
Non si può parlare di Uzbekistan senza ricordarlo come paese al crocevia di grandi civiltà e di grande vie commerciali. Abitato sin dall’antichità da popolazioni stanziali che a partire dal VI sec. a.C. ne determiranano la sua sorte e legato ad abitudini comunitarie fondate su una civiltà di agricoltori, l’Uzbekistan fece parte dell’impero Achemide e fu invaso da Alessandro Magno IV sec. a.C., subì l’influenza dei persiani a varie riprese e, sin dal VIII sec. gli Arabi, vi introdussero l’Islam. Solo nel XV secolo assurge definitivamente alle cronache  con il regno di Amyr Timur, conosciuto in Occidente come Tamerlano, che riunì un grande impero, il quale dall’attuale Cina arrivò fino alle coste del mar Mediterraneo. Sostituendosi ai regni, in via di sfacelo, lasciati in eredità dall’Orda di Gengis Khan, Tamerlano fondò un grande impero che ebbe come epicentro la magnifica Samarcanda. Ma fu la tribù degli Uzbek, che prese il nome da uno dei suoi capi, discendenti da Shayban, nipote di Gengis Khan, a dare il nome a questo paese e a sostituirsi, nel XV sec., ai discendenti di Tamerlano, ormai in rovina. A parte le solite lotte di potere che indebolirono il paese per due secoli, il resto è storia recente: entrato nella sfera dell’Impero Russo  nell’‘800, con la rivoluzione bolscevica entra a far parte delle Repubbliche Sovietiche e si omologa ai percorsi dell’unione Sovietica; è solo del 1991 la nuova indipendenza. Ora le sorti del paese sono strettamente legate alla figura del Presidente Islam Karimov, che regge saldamente il potere da più di un decennio.