Where the Eagles Fly
partecipa
"Primo Simposio Internazionale sullo Sciamanesimo in Centro Asia"
ad Ulan Ude (Buriazia)

Dal 20 al 26 giugno 1996 si é tenuto in Buryatia il Primo Simposio Internazionale sullo Sciamanesimo in Centro Asia organizzato dall'Accademia delle Scienze di Russia e dall'Associazione degli Sciamani Buriati.Ai lavori del congresso hanno partecipato studiosi provenienti da diverse parti del mondo: dal Brasile, dal Canada, dagli Stati Uniti, dal Giappone, dalla Corea, dall'Ungheria, Francia, Austria oltre che naturalmente moltissimi professori buryati, russi e mongoli.
Where The Eagles Fly ha partecipato con la delegazione più numerosa: con 10 psichiatri e psicologi interessati ai metodi di guarigione degli sciamani siberiani e ad un diverso approccio alla malattia mentale.
Chairman del congresso era la Prof. Irina Urbanaevna. Il congresso ha toccato una serie di punti fondamentali atti ad individuare la funzione dello sciamanesimo e il suo ruolo nello sviluppo e nella salvaguardia della cultura in questa area remota del nostro pianeta.
I partecipanti, sia sciamani sia scienziati provenienti da tutto il mondo, si sono confrontati su diversi aspetti dell'eredità sciamanica dei popoli dell'Asia Centrale e sui problemi di metodologia connessi con lo studio della realtà sciamanica. Si é discusso del problema del'iniziazione sciamanica e della trance, del confronto con altre religioni, con la psicologia transpersonale, la bioenergetica e della sua funzione come metodo di guarigione.
Durante i 70 anni di regime comunista agli sciamani non è stato possibile esercitare la propria funzione a causa della campagna anti- religiosa di Stalin che negli anni 30 ha visto molti sciamani imprigionati e assassinati.
Ancora adesso dopo la caduta del comunismo sovietico, e a dieci anni dalla pereistroika, si sono dovuti superare enormi difficolta' per il organizzare questo congresso sullo sciamanesimo e il primo "Taylgan" (cerimonia rituale) ufficiale dal 1930, con sciamani provenienti da tutte le regioni limitrofe alla Buryatia, dalla Mongolia, e dalla Khacassia.
L’Associazione degli Sciamani Buriati, nella persona del suo Presidente, la sciamana Nadia Stepanova ha organizzato il Taylgan al lago Bajkal in onore di Erkem Baavai, Durante la conferenza di apertura che si é tenuta a Ulan Ude, capitale della Buryatia, diversi sciamani hanno preso la parola per testimoniare l'importanza di questa riunione "…i nostri padri non avrebbero mai potuto pensare che questa riunione potesse avere luogo".
Tra gli sciamani intervenuti al congresso il rappresentate di maggior spicco é stato lo sciamano mongolo Tserin-Zarin Boo.
Quando il congresso si é trasferito ai lago Bajkal gli sciamani buryati hanno reso omaggio alla persona di Tserin-Zarin Boo chiedendo a lui di officiare il rito di apertura del Taylgan.
Il lago all'arrivo dei congressisti era in piena agitazione, "irato" , come dicevano gli sciamani, faceva freddo e tirava un vento gelido. Man mano che i tamburi cerimoniali procedevano il Bajkal si é calmato e il sole é spuntato a riscaldarci.
Ricambiando l'ospitalità degli sciamani buryati Tserin-Zarin Boo ha celebrato un rito di iniziazione per tutti gli sciamani presenti, dando un nuovo titolo ad ogni sciamano. Il giorno successivo é stata la volta degli sciamani buryati che hanno officiato la cerimonia in onore del protettore dell'isola di Olkhon, Erkem Baavai, per suo figlio I'Aquila e per i protettori locali. La cerimonia é iniziata la mattina ed é terminata al tramonto. Sulle rive del lago si sono radunati tutti gli sciamani e hanno iniziato l'offerta rituale di latte, burro, vodka e té allo spirito del fuoco.
Al termine di ognuna delle cerimonie si é manifestato il segno che gli sciamani stavano aspettando : un'aquila ha volteggiato diverse volte intorno al fuoco per poi sparire allargando il suo volo sempre piu'.
Faceva molto freddo. Il cielo era completamente coperto di nuvole che volavano basse e pesanti sul battello. L'acqua del lago era "liscia come la seta"; per i mongoli presenti questa occasione era un grande dono: fino a pochi anni fa credevano che non avrebbero avuto l'occasione di effettuare questo pellegrinaggio in questa vita. All'improvviso uno squarcio fra le nuvole ha proiettato sulla costa deserta la sagoma di un cavaliere di luce che ci ha accompagnato per un breve tratto: ci ha spiegato che si trattava di uno spirito che ci dava il benvenuto, manifestandosi in maniera visibile anche a noi persone comuni!