BURIAZIA

IL TERRITORIO E LA SUA STORIA

La Repubblica della Buriazia è un paese alquanto vasto della Siberia Meridionale che si estende a nord della Mongolia, sulle rive del lago Bajkal, con capitale Ulan Ude. Il suo territorio è disegnato dalle estese desertiche della zona orientale, nella provincia di Cita, dalle alte montagne Barguzin, ricche di sorgenti curative e famose per il "Giardino delle pietre", e dai territori boscosi sulle sponde del lago Bajkal, con le sue "sabbie che cantano". Il lago, dove si trova la sacra isola di Olchon, è la più grande riserva di acqua dolce del mondo e contiene all’incirca un quinto dell’acqua dolce esistente sulla terra, inoltre è lo specchio d’acqua continentale più profondo del pianeta, oltre i 1600 metri, è alimentato da ben 336 fiumi e fiumicelli e forma una mezzaluna lunga circa 640 kilometri. Delle 1700 specie indigene di piante e animali, 1200 sono uniche e includono un pesce chiamato golomjanka, che è viviparo, oltre al gustosissimo omul che si può gustare comprandolo direttamente dai pescatori sulle rive del lago.L’origine del popolo buriata si fa risalire ai secoli XI-XII, quale risultato della fusione di gruppi di cacciatori delle foreste del nord e gruppi di nomadi degli Altaj. Barga Bator è la figura leggendaria a capo di questi popoli; e sarà proprio la sua progenie ad insediarsi stabilmente nel territorio che corrisponde all’attuale Buriazia. Sulle sponde del lago Bajkal troviamo i due grandi gruppi degli Echirit e dei Bulagat, sulle montagne a est il gruppo dei Barguzin e verso le zone steppiche di Cita il gruppo degli Aghin. Ma il predominio dei Buriati in questo territorio ha breve corso, subito la sua storia viene interessata dalle pressioni dell’impero mongolo di Gengis Khan, dalla penetrazione lamaista ed in ultimo, nel XVII sec. dalla colonizzazione russa. A destare l’avidità degli avventurieri russi era "l’oro morbido", ovvero le pelli più belle del mondo, perche' da molto tempo le pelli erano la merce d’esportazione più preziosa della Russia. Parallelo alla grande via della seta, esisteva un altro percorso commerciale, la via dello zibellino, che attraversava la Siberia meridionale e l’estremo oriente e giungeva fino a Bisanzio. Ma solo a fine ‘800 con l’arrivo della transiberiana un numero significativo di russi si stabilì in quest’area contribuendo all’affermarsi di uno stile di vita sedentario, basato sull’agricoltura. Dopo la rivoluzione russa del 1917, la Buriazia fu annessa all’Unione Sovietica. Durante la Grande Guerra Patriottica, così è chiamata dai russi la seconda Guerra Mondiale, i buriati combatterono a fianco dei soldati russi, tra le file dell’Armata Rossa. Si raccontano molte leggende di come i soldati buriati in battaglia fossero protetti dagli sciamani. Nadia Stepanova ci ha raccontato una di queste storie "….uno dei miei zii fu mandato in guerra e un giorno si trovò nel bel mezzo di un bombardamento. La battaglia infuriava, tutti morivano attorno a lui c’era una polvere terribile che oscurava la vista…ad un certo punto sentì il nitrito di un cavallo e di fronte a sé vide un cavaliere celestiale che gli indicava la via. Ebbe salva la vita. Da quel momento in poi il "cavaliere blu" protesse la divisione buriata e presto la voce si diffuse a tutto l’esercito: per avere salva la vita bisognava seguire i soldati buriati."

TRADIZIONE E RELIGIOSITA’

umax374.jpg (15590 byte)Gli sciamani buriati credono nell'esistenza di un pantheon composto dall'Eterno Cielo Blu e da 99 Tengri (Divinità) suddivisi in 44 Tengri Orientali, malevoli, e 55 Occidentali, benevoli. I Buriati inoltre venerano le 13 Divinità Settentrionali della Terra, la Madre Terra, i Sacri Spiriti del Fuoco, gli Spiriti degli antenati e gli Spiriti locali che proteggono ogni luogo naturale come i potenti Spiriti delle montagne e gli Spiriti delle acque protettori dei fiumi, dei laghi e dei mari.Il più popolare degli eroi divinizzati del pantheon sciamanico buriato è Buxa Nojon, che è considerato il padre di tutti i buriati e come tale venerato. Presso i buriati l’arte di forgiare il ferro vanta antichissime tradizioni, uno dei clan più potenti e conosciuti è infatti quello dei Darchat, i Fabbri appunto, ed è legata strettamente alla mitologia. Una leggenda racconta, infatti, che uno dei 99 Spiriti, Bozintoy, che eccelleva nell’arte del forgiare, insegnò i segreti del ferro agli uomini, gettando sulla terra la pietra xabtari, che divenne l’incudine rituale, e sulla quale vennero poi celebrati tutti i riti a lui consacrati, Egli abita le regioni occidentali, degli spiriti benevoli e tutt’ora è ritenuto protettore dei Fabbri.Nella tradizione rituale buriata vengono celebrati i Taylagan compiuti per onorare gli Spiriti della natura. I buriati celebrano queste cerimonie in precisi momenti dell'anno, ad esempio in corrispondenza della rinascita della vita in primavera, per richiamere il favore degli Dei o quando vi è un’espressa richiesta, per cui si celebra un Taylagan individuale.Durante un Taylagn importante, quando c'é una necessità reale, gli sciamani fanno un sacrificio rituale di un montone, una capra o di un altro animale a secondo del clan e della ragione per cui la cerimonia si sta svolgendo. La conduzione del sacrificio veniva affidata anticamente ad un numero di anziani variabile da nove ad undici, sotto la guida di uno sciamano. Gli anziani, nel loro ruolo di capo clan, donavano allo sciamano officiante latte fermentato di cavalla che veniva offerto agli Dei.In Buriazia ci sono 11 tribù principali dalle quali sono discesi tutti i clan che compongono il popolo buryata. Gli Abzey, a cui appartiene Nadia Stepanova, appartiene alla tribù Echirit. I loro protettori sono Spiriti che si manifestano come cavalli celestiali. Tre giorni dopo la luna nera sono il primo clan ad essere autorizzato a celebrare rituali. Nadia Stepanova all’inizio di ogni rituale si rivolge ai cavalli celestiali, i suoi protettori, e così fa ogni sciamano di questa antica terra, sulle sponde del "mare sacro"

NADIA STEPANOVA

nadia.jpg (8174 byte)Nadia Stepanova, sciamana siberiana, é nata in Buryatia, sullesponde del Lago Bajkal e sin dai primi anni di vita ha manifestato il dono di "vedere" gli Spiriti e gli Dei.   In seguito alla campagnaanti religiosa di Stalindegli anni 30 in Unione Sovietica, i familiari di Nadia Stepanova, che appartenevano ad un clansciamanico molto potente, gli Abzey, negarono l'esistenza del suo "dono " sciamanico e Nadia  crebbe atea, credendo che tutti vedessero al suo stesso modo.Quando arrivò il tempo in cui Nadia Stepanova avrebbe dovuto essere consacrata sciamana ,questo equivoco le causò terribili sofferenze.Un piccolo gruppo di lama e sciamani , in clandestinità, le stettero vicino, celebrandosegretamente rituali che ogni volta le salvarono la vita.
Agli inizi degli anni 80,prossima alla pazzia e molto malata, Nadia Stepanova accettò di diventare sciamana.Oggi Nadia Stepanova é una delle figure femminili più importanti dello sciamanesimo buriata. Dopo la Perestroika, grazie al suo straordinario potere di visione, ha guidato il  movimento sciamanico in Buryatia e, sotto laguida deli Dei, ha ripristinato rituali ecerimonie antiche che per oltre 70 anni nonerano state celebrate.Ha aiutato e curato centinaia di persone, collaborando anche con le principali istituzionimediche del suo paese.
 E' la Presidentessa dell'Associazione degli Sciamani Buriati, membro del Consiglio Buriata delle Religioni e Professore di sciamanesimo presso l'Accademia della Cultura di Ulan Ude.
Secondo Nadia Stepanova , ogni rituale, ogni contatto tra le forze dell'Universo e lo Spirito Sacro di ogni persona, permettendo a ogni uomo di entrare in contatto con ciò che sente più sacro, come il Buddha, Gesù o Allah.
Nell'occidente dove la grande maggioranzadelle persone ha perso il proprio legame con gliAntenati e con i Protettori, gli insegnamenti di Nadia Stepanova sono stati accolti con moltointeresse.
Molte persone nell'occidente non sono aconoscenza della dimensione spirituale della Natura e ignorano l'esistenza di luoghi dove risiedono energie potenti.
Ma non é sempre stato così: lungo le nostre strade cittadine possiamo ancora imbatterci in antichi "altari" che i nostri nonni hanno dedicato ai Protettori del luogo.
I nostri antenati infatti credevano nell'esistenza di Angeli e Santi cheproteggevano gli uomini.
Secondo Nadia Stepanova stiamo attraversando tempi difficili e per questaragione gli sciamani non possono più operare insegreto. E' arrivato il tempo di condividere la loro conoscenza, insegnando come instaurareun legame con i protettori, ma principalmente, come integrare questa conoscenza nella vitaquotidiana per portare  chiarezza e forza alla vita di ogni uomo.
"Come sciamana sono obbligata dagli Dei ad  aiutare gli uomini e a questo scopo ho ricevuto  il dono della visione, la possibilità di comunicare con gli Spiriti e la capacità di curare".

CURIOSITA’
IL MARE SACRO E L’ISOLA DI OLCHON

Il nome della Siberia deriva dal mongolo siber ( "bello", "meraviglioso", "puro") e dal tartaro sibir che significa "terra addormentata". La bella addormentata nel suo cuore è il lago Bajkal, il più antico del mondo e il luogo più sacro dell’intera Siberia. Il lago Bajkal è chiamato comunemente dai popoli dell’area siberiana "mare", questo è dovuto senz’altro alla sua grande estensione ma in qualche modo anche alle percezioni particolari che trasmette. Le sue onde increspate, le sue sponde sabbiose, l’energia potente che emana, non possono che far pensare alla forza impetuosa e sempre in movimento del mare, piuttosto che alle acque calme ed immobili di un lago. E’ considerato da molte tribù siberiane come "il mare sacro" e da esse venerato, riflettendosi sulla superficie delle sue acque si può leggere il proprio destino. Anche i russi, ai quali ispirò varie superstizioni per le sue tempeste improvvise e capricciose, osservavano che "soltanto sul Bajkal in autunno un uomo impara a pregare con il cuore".Proprio per questo suo carattere magico è riconosciuto come luogo di potere, in cui, sin dall’antichità, giungono tutte le genti dell’area siberiana, in pellegrinaggio.Tra le tredici Divinità settentrionali del pantheon buriata vi è Ojchon Babaj, il cui spirito, insieme a quello di suo figlio l’Aquila, vive sull’isola di Olchon, nel lago Bajkal. Tutti gli sciamani siberiani lo conoscono, come conoscono la sua dimora, la Roccia dello sciamano. La leggenda narra che lo sciamano, Ojchon Babaj, era molto potente, possedeva grandi conoscenze e aveva sposato una donna buriata, anch’essa appartenente ad un grande lignaggio. Insieme vivevano sull'isola di Olkhon, erano senza figli, ma avevano cresciuto un'aquila, che fattisi vecchi e privi di forze, provvedette all'anziana coppia per lungo tempo, cibandoli e andando a caccia procurando loro in cibo delle lepri o altri piccoli animali..Quando sentì giungere l’ora della sua morte, il vecchio parlò all'aquila e disse: "Quando io non ci sarò più molte persone mi onoreranno, ma rivolgeranno le loro preghiere anche a te, mio figlio l’Aquila, Un figlio sei stato per me, sei stato le mie gambe e le mie braccia. Le generazioni future ti renderanno omaggio, fin quando sulla terra ci saranno degli uomini, questi ti onoreranno".Ed infatti, ancora oggi le genti buriate quando si rivolgono inpreghiera al potente Ojchon Babajnon si dimenticano mai di pregare anche per suo figlio l’Aquila.