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KAMCHATKA
IL TERRITORIO E LA SUA STORIA
La penisola della Kamchatka, con i suoi 472 mila kmq e 450 mila
abitanti, si trova allestrema propaggine della Russia, appena al di sopra
dellarcipelago delle isole del Giappone; Petropavlovsk-Kamchatskij ne è la capitale
e lunico centro industriale di una certa rilevanza. Confina a Nord con la Repubblica
della Ciukotka ed è circondata, ad ovest, dal mare di Ochotsk e, a est, dalle acque
dellOceano Pacifico, ancora oggi lattività più diffusa è la pesca con la
sua produzione di delizioso salmone e caviale. La Kamchatka appare ai visitatori come una
terra delle meraviglie, un paradiso naturale, infatti nel suo territorio sono compresi ben
cinque Parchi Naturali. Famosa per i suoi vulcani, più di 300, di cui 30 sono attivi, è
una terra vergine, basti pensare che la famosa valle dei gheiser è stata scoperta solo
nel 1941. Si rimane colpiti dalla bellezza di questa natura possente, alzando lo sguardo
al cielo capita spesso di scorgere un ricciolo di fumo che si alza dal cono di un vulcano.
I vulcani più imponenti sono dislocati nella parte orientale e sono oggetto di studi da
parte di vulcanologi di tutto il mondo: indimenticabili per il loro fascino sono il
Kljucevskij che raggiunge i 4688 m e il gruppo del Tolbaci. Le zone a Nord sono occupate
da un altopiano montuoso e lestremo Nord richiama in mente le immagini conosciute di
eterno regno delle nevi e dei ghiacci. Sono terre di nessuno che si raggiungono in
elicottero o con le tradizionali slitte trainate dai cani. La sua storia più recente
coincide con quella della conquista russa dellEst. Anticamente era abitata da
popolazioni autoctone come gli Itelmeny, gli Aleuti, i Ciukci ed i Koriaki, ma dal momento
in cui lataman Ermak, a metà del XVII sec. finanziato dalla potente famiglia degli
Strogonov valica i monti Urali, non bisognerà aspettare molto per vedere comparire i
russi in queste terre lontane. Dopo le prime esplorazioni di Atlasov a fine 600,
iniziò lavventura di Vitus Jonassen Bering che venne incaricato da Pietro il Grande
di scoprire se lAmerica e lAsia fossero collegate. Durante il 1725, egli si
spostò con il suo contingente di uomini attraverso 7200 chilometri di montagne, foreste,
paludi e steppe fino a raggiungere Ochotsk.. Lì costruirono come poterono,
limbarcazione Fortuna, che li trasportò, nel 1727, sani e salvi nel sud della
Kamchatka. La Kamchatka divenne quindi la base per le spedizioni verso le terre
dAmerica e fu proprio Bering a trovare il passaggio verso il grande continente, che
porta il suo nome in suo onore. Nacquero così nuove città, i contadini e altri
trapiantati nella regione incominciarono a coltivare la terra e ad allevare il bestiame,
artigiani esperti aprirono bottega e si dedicarono alle più svariate attività.
Lafflusso di coloni ebbe una sua consistenza, e mercanti, soldati, cosacchi,
esiliati, ecclesiastici e altri trovarono un loro posto in una terra un tempo desolata.
Lintensa russificazione che ne conseguì portò con sé la cristianizzazione e a
seguire le vicende più o meno onorevoli della rivoluzione e della sovietizzazione. Dal
1990 le sue frontiere sono di nuovo aperte per coloro che si spingono fino ai confini del
mondo.
TRADIZIONE
E RELIGIOSITA
Le popolazioni che abitavano queste terre non
concepivano lidea della proprietà privata, vivevano in armonia con lambiente
e lo avevano in qualche misura domato. Il corno, lavorio di mammut, il legno e le
pelli di animale erano i materiali dai quali ricavavano la loro produzione. Ricavavano
maschere antifreddo dagli intestini dorso, occhialoni da neve dalla corteccia di
betulla o dai capelli intessuti, denti falsi dal legno o dallavorio, incubatrici per
i neonati prematuri dalle vesciche impermeabili delle foche.Gli intestini delle balene
venivano trasformati in barili, le vertebre in mortai, le vene e i nervi in corde robuste.
La cultura della renna, tra i nomadi della tundra era ed è tuttoggi molto diffuisa
nel nord. Oltre al trasporto, la renna fornisce carne, indumenti e rivestimenti per le
tende, cium nella lingua locale. I tendini essiccati vengono pestati e ridotti in fili,
dalle corna si ricavano utensili, le ossa sono usate come combustibile. Lalimento
principale delle popolazioni costiere è costituito dalla carne e dal grasso di trichechi
e foche e dalla farina di pesce, jukola, che può essere immagazzinata in vista
dellinverno. La selvaggina viene fatta seccare in strisce sottili; il pesce
generalmente si mangia crudo; una bevanda molto apprezzata è la linfa di betulla. La loro
vita spirituale, fondata sull'animismo, era considerata con disprezzo dai russi, che
portarono la religione dei loro padri ed il culto di Ivan Ugodnik. Per gli autoctoni
comunque la vita è continuata a scorrere nei binari della tradizione: lOrsa
Maggiore è il loro indispensabile orologio celeste, e lanno viene suddiviso in mesi
di lunghezza diversa con nomi evocativi come "il mese del pesce rosso", "il
mese del piccolo pesce bianco", "il mese del grande pesce bianco". Si
celebrano ancora i grandi rituali del "Primo Pesce" e del "Primo cucciolo
di Renna", sono queste delle cerimonie molto sentite per queste popolazioni che
ritmano la loro vita sugli avvenimenti legati al ciclo della natura. Unaltra
cerimonia importante per la comunità è quella che avviene in concomitanza con
lequinozio ed è allora che scocca la nuova scintilla dagli Antenati e si accende il
primo Fuoco. A settembre nell estremo nord si celebrano dei grandi rituali
collettivi legati alla macellazione delle renne, è in questa occasione, che dopo la
raccolta estiva si fa largo uso del muchomor, lamanita
muscaria , che viene assunta in modo rituale da tutti i partecipanti. Sicuramente
la lunga colonizzazione russa ha operato un grande cambiamento sulle abitudini di queste
popolazioni, ma negli ultimi anni si stà diffondendo una forte coscienza nazionale. Le
antiche comunità, che sono andate distrutte, si stanno ricostituendo in obshine, dando
lavvio ad un forte movimento di rinascita delle antiche tradizioni e ad una lotta
per la riacquisizione degli antichi diritti per lo sfruttamento della terra e delle acque.
MARIA TEPEVNOVNA ETNEUT
Maria Tepevnovna Etneut è nata in un momento
imprecisato degli anni venti, allepoca, in queste terre remote non esisteva ancora
lanagrafe, sulle sponde del fiume Umievejem, nella Ciukotka Orientale. La sua era
una famiglia di allevatori nomadi di renne, per cui la piccola Maria si spostava al
seguito delle mandrie, affacendandosi nellaiutare i suoi genitori: raccoglieva le
bacche e andava a prendere lacqua, mentre la sera si sedeva accanto al fuoco del
cium, la tenda nomade, ascoltando le antiche leggende che costituivano il patrimonio
mitologico e storico della sua gente. Il suo ricordo più vivido dellinfanzia
appartiene agli anni di scuola, il fienile dove si ritrovavano i bambini per le lezioni
era senza tetto, faceva molto freddo, ma tanto era il desiderio di imparare che si
superava ogni difficoltà; il maestro li ricompensava, ogni giorno, al termine delle
lezioni con un pezzo di pane di segala, era così buono, nella loro cucina tradizionale
non esisteva il pane! Poi iniziarono anni più duri, la repressione e la guerra, Maria si
sposa, lavora come balia notturna e mette al mondo i suoi eredi e qui ha inizio
unaltra fase della sua storia personale, quando Maria inizierà a diventare colei
che tutti oggi rispettano in Kamchatka. I canti mitologici, le danze degli Antenati sulla
creazione del mondo, da patrimonio personale assurgono a eredità di unintera
nazione, Maria viene intervistata e riconosciuta come una delle ultime portatrici di
questa antica cultura. Ma la consapevolezza della sua missione diventa più profonda e
così, in privato celebra riti di guarigione, ricerca nella tundra le erbe curative per
aiutare chi le si rivolge, ogni giorno perpetua i riti dedicati al Fuoco e non si
dimentica mai di nutrire gli idoli in legno del suo clan. Col passare degli anni
lafflato del suo operare diventa sempre più ampio tanto da decidere di creare un
gruppo folkloristico di canti e danze, diretto dal figlio Valerij, di cui le sarà
lispiratrice.Nellestenuante lavoro di trasmissione di questo immenso
patrimonio orale, il figlio Valerij risponde con grande duttilità ai desideri della
madre, tanto che in pochi anni il gruppo Vejem diventa famoso in Russia e allestero.
I loro canti e le loro danze arrivano dallinizio del mondo, sono magici e potenti,
tanto che, ogni volta, prima di salire sul palco, Maria Tepevnovna celebra un rituale
vicino alle acque chiare di un fiume. " I nostri canti sono curativi, quando saliamo
sul palco lo facciamo affinchè le persone possano stare meglio, ogni piccolo animale,
ogni piccolo insetto, le erbette fresche, gli alberi con le loro foglioline
a tutti
farà del bene!" Questa è Maria Tepevnovna. Ora la sua sorte difficile lha
privata del suo Valerj, scomparso tragicamente. Il suo ultimo sforzo è quello di
trasmettere lintera magia del suo popolo a sua figlia Ljudmila.
CURIOSITA
MUCHOMOR : IL FUNGO CHE FA CANTARE
Il muchomor,
conosciuto col nome scientifico di amanita muscaria, è un fungo, ritenuto erroneamente
velenoso, che è conosciuto in tutta larea siberiana per le sue qualità
allucinogene. Nella letteratura sullargomento si ritrovano testimonianze del suo uso
tra gli ostiachi, i koriachi, gli jakuti ed altri. Per la storia millenaria del suo
consumo come vegetale visionario ed inebriante, questo fungo può essere considerato come
il fungo allucinogeno "per eccellenza". Anticamente, anche in Italia, il fungo
veniva consumato abitualmente, anche se non era nel novero dei funghi più pregiatii. Lo
si mangiava dopo previa preparazione che poteva essere la bollitura con aceto, la
conservazione sotto sale o lo spurgo in acqua corrente. Il muchomor cresce quasi
dappertutto in Siberia, nelle foreste di betulla e nelle pianure secche. Si considera che
i funghi di dimensione più piccola, di un intenso colore rosso, siano più forti negli
effetti narcotici di quelli di grandi dimensioni. Quando siamo andati a raccogliere con la
sciamana Vagal i muchomor, ha chiaramente dimostrato di preferire lei stessa quelli più
piccoli. Bisogna accendere un fuoco, fare offerta di dolci, pane, perline, tabacco, grasso
di foca e lanugine di lepre agli Spiriti della Natura, prima di avventurarsi nel bosco
alla ricerca del fungo magico. Quando infine si trova il fungo bisogna dimostrare la
propria gioia, con un canto o mille moine come si farebbe con un bambino, e poi,
delicatamente, procedere alla raccolta usando un rametto e facendo attenzione a mantenere
il fungo integro. Il modo usuale di consumarlo consiste nel seccarlo per almeno due
settimane e nellinghiottirlo in un colpo solo, arrotolato in forma di palla, dopo
una lunga masticazione; affinche' non provochi dei disturbi digestivi. Il fungo,
tradizionalmente, deve essere assunto sempre in dosi dispari per cui si potrà ingoiarne
uno e mezzo, tre, cinque, sette e via dicendo. Gli effetti narcotici si manifestano dopo
circa mezzora e la natura dellestasi rende la persona inconscia e fa insorgere
sensazioni gioiose che si accompagnano, di solito al canto e alle visioni. Lo stato di
ebbrezza che genera corrisponde allo stato danimo in cui ci si trovava nel momento
in cui lo si è raccolto. Se si ballava per la gioia della scoperta del preziosissimo
muchomor, si avvertirà il desiderio di danzare, se la raccolta era accompagnata da un
canto ecco che quella stessa melodia si modulerà alle nostre labbra. Gli sciamani
assumono il muchomor per il suo potere di visione. Prima dellassunzione si preparano
in modo rituale e poi fanno delle richieste al fungo in modo da poter avere durante
lestasi una risposta alle loro domande. Le visioni indotte dal fungo guideranno lo
sciamano nelle sue guarigioni, lo aiuteranno a potenziare le cerimonie, a rivelare il
futuro e ad affinare il suo potere di visione per essere daiuto agli altri.
Lestasi indotta dal muchomor è molto potente, può durare alcuni giorni. Sono molto
suggestive le cerimonie rituali in cui lo sciamano che batte incessantemente sul tamburo
continua, ora con foga con salti e danze, ora guidato dal ritmo lento della melodia del
suo muchi, come viene confidenzialmente chiamato, a cercare la visione, a cercare la via
per sé e per il suo clan. Proseguono giorno e notte, intorno al Fuoco primordiale, che
arde nel centro della tenda, in compagnia degli Spiriti degli Antenati, con gioiosi passi
di danza sussurati dal gioioso funghetto.
Gli sciamani assumono il muchomor per il suo
potere di visione.
Prima dellassunzione si preparano in modo
rituale e poi fanno delle richieste al fungo in modo da poter avere durante lestasi
una risposta alle loro domande. Le visioni indotte dal fungo guideranno lo sciamano nelle
sue guarigioni, lo aiuteranno a potenziare le cerimonie, a rivelare il futuro e ad
affinare il suo potere di visione per essere daiuto agli altri. Lestasi
indotta dal muchomor è molto potente, può durare alcuni giorni. Sono molto suggestive le
cerimonie rituali in cui lo sciamano che batte incessantemente sul tamburo continua, ora
con foga con salti e danze, ora guidato dal ritmo lento della melodia del suo muchi, come
viene confidenzialmente chiamato, a cercare la visione, a cercare la via per sé e per il
suo clan. Proseguono giorno e notte, intorno al Fuoco primordiale, che arde nel centro
della tenda, in compagnia degli Spiriti degli Antenati, con gioiosi passi di danza
sussurati dal gioioso funghetto.
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