| MONGOLIA
IL TERRITORIO E LA SUA STORIA
Questo
immenso paese, 1.566.500 kmq, situato nella parte più internadellAsia, rimane
tuttoggi il paese asiatico meno densamente popolato, conuna popolazione di 2 milioni
di abitanti. Tutta la regione meridionale, al confine con la Cina,
è costituita da una serie di altopiani stepposi che proseguono nel
deserto del Gobi, mentre al nord, alconfine con la Russia, troviamo i rilievi più
imponenti nellAltaj Mongolo, conil Tabyn-Bogdo-Ola, 4355 m, la catena del Tannu Ola.
Gli altipiani centralisono movimentati dalla catena dei Monti Sajani.Il clima è
aspramente continentale, tanto che nella capitale, Ulan-Bator, la temperatura
media annua è di - 4°. Grazie a questo clima il cielo dellaMongolia è quasi sempre
sereno e limpido.Le violente pioggie estive originano lo scorrere di fiumi o il formarsi
di laghi estagni che durano una sola stagione. Fiumi importanti sono lOrhon che
tributale sue acque al lago Bajkal, e lOnon, un ramo sorgentifero dellAmur e
il Kerulen.Lattività più diffusa in Mongolia è
lallevamento di bestiame (bovini, ovini, equini e cammelli), praticato dai tempi
antichi, accanto allagricoltura che è relativamente una
novità in queste aree proprio perché è stata introdotta solo negli
anni Cinquanta.
Grande importanza nello modernizzazione
della Mongolia ha giocato laferrovia, il primo tronco risale al 1939 ed era parte della
Transiberiana, visto che prima di allora in Mongolia non si
conosceva altro mezzo di comunicazione che quello animale.
La Mongolia è da sempre una terra di
nomadi, contraddistinta quindi da uno spostamento continuo di
popoli e clan; è solo a partire dal XII secolo che iMongoli si formano come gruppo
dominante nellAsia Centrale. Sarà GengisKhan, lOceano, a dare inizio alla
grande epopea mongola che porta allaformazione del più grande impero territorialmente
unitario mai esistito, che si estendeva dalle coste del Pacifico a
quelle del Mar Adriatico, sotto la forzadellEterno Cielo Blu. La
Mongolia nei secoli successivi a partire da Khubilai Khan sara' man manointeressata dalla
penetrazione tibetana con una progressiva lamaizzazione. Ma la
città storica di Karakorum, la capitale gengiskhanide, viene espugnatada Galdan di stirpe
dsungara solamente nel XVII secolo, giugendo fino ad Urga,
lattuale Ulan-Bator, dove si assisterà alla fioritura di uno stato solido e
fiorente, crocevia di traffici e teatro di grande commercio. Successivamente la sorte delle regioni mongole verra' nuovamente segnata dalla continua interferenza dellImpero Cinese fino allarrivo dei Bolscevichi.Già
dallinizio del secolo le lotte per il predominio nellarea asiatica tra
CinaGiappone e Russia lasciavano la possibilità di una certa autonomia alle areemongole,
viste come una specie di stato cuscinetto.La Mongolia, che si era trovata fino al 1911
sotto il Prottetorato Manciù,reputava lottavo Bogdo Eghen, il cui lignaggio della
Setta Gialla Riformataera riconosciuto sin dal 1635, la massima autorità, il teocrate in
cui confluivano il potere spirituale e quello temporale. Nel 1921, con larrivo
delletruppe rivoluzionarie egli decide di affidarsi momentaneamente alle
forze"bianche" del barone Von Urgern Sternberg, per liberarsi dal dominio
dei"Signori della Guerra", per poi reagire imprevedibilmente, anche in
seguitoalleccessiva violenza della divisione "bianca", invocando, sotto la
guida diSüke Bator, personaggio che guidava le fila della propaganda di
sinistra,laiuto delle truppe bolsceviche ed instaurare il regime Comunista.Il
trapasso da uno stato feudale al desiderato stato Comunista durò per tre annisotto
legida di un governo provvisorio presieduto dallottavo Bogdo Eghen;nel 1924
con la sua morte, la Mongolia sarà proclamata Repubblica Popolare esi attuerà, in
accordo con le linee della politica sovietica, la nazionalizzazione delle
terre e delle risorse, lateismo di Stato e listruzione obbligatoria. Dal 1961
la Mongolia è entrata a far parte dellOrganizzazione delle Nazioni Unite.
TRADIZIONE E RELIGIOSITA
La religiosità mongola è
caratterizzata da una gerarchia discendente dal Cielo alla Terra:
la divinità suprema e' Koke Mongke Tengri, l'Eterno Cielo Blu che sta al di sopra di tutti, principio ordinatore dellUniverso. Al di sotto dell'Eterno Cielo Blu esiste un pantheon di 99 divinita' o
Tengri,spesso associati fra di loro come i 4 Tengri dei quattro punti cardinali, i 5Tengri
dei venti, i 7 Tengri del tuono o Erlig Khan il Tengri della morte.L'Eterno Cielo blu
permea ogni cosa e ogni essere esistente sulla terra e tutto quanto vive nella Madre Terra
incarna la sua volonta' ed i suoi disegni: e' cosi' che anche la
dimensione a noi piu' facilmente comprensibile e' popolata da un'infinita'
di divinita' come Natigai, protettrice delle donne, del bestiame, dei raccolti, gli Spiriti delle Montagne e delle Foreste Sacre, gli yer-sub, o
gliSpiriti Protettori dei luoghi. Nella religiosita' mongola sia il
Tengri Supremo che gli Spiriti Protettori deiluoghi, devono sempre essere ricordati nelle
preghiere ed omaggiati con delle offerte per attirarne il favore e
scongiurarene l'ira. Infatti anche Gengis Khan, prima di ogni
azione importante, saliva su unalturae si prostrava per nove volte alla divinità
femminile del sole offrendo libagioni di kumiz, latte di giumenta
fermentato, e preghiere. Tutto questo antico mondo sacro
tramandatosi nei miti e nelle leggende si è conservato sino ai
nostri giorni nello sciamanesimo, anche se a partire dal XVI secolo, si è integrato col
mondo buddista, dando origine a forme disciamanesimo sincretico. La preferenza mongola per
il lamaismo è sicuramentedeterminata dalle componenti esoteriche e magiche del lamaismo
stesso che trovò un punto di contattto con lo sciamanesimo e con
la figura dellosciamano visto come stregone, fabbro-mago a cui affidarsi per la
risoluzionedi problemi di varia natura.Ancora allinizio del secolo si contavano
oltre 750 monasteri con circa 100.000 monaci su una popolazione
totale di 750.000 abitanti. Grande quindi è stato il ruolo della
religione lamaista di cui si ritrovano ancora oggi le tracce nelletradizioni e nella
cultura. Con larrivo dellUnione Sovietica sono stati ridottidrasticamente i
monasteri, se ne contavano solo più una decina, di cui lunicoabitato ed officiante,
prima della rinascita religiosa inaugurata con laperestrojka, era quello di Gandan ad
Ulan-Bator.La tradizione persiste e riaffiora sia nei gesti quotidiani, sia durante le
grandi feste collettive. L'11 di luglio, ogni anno, viene celebrato
il Naadam, grandefestività nazionale, in cui i partecipanti che arrivano da ogni
angolo del paesesi confrontano nei tre "giochi virili": il tiro con larco,
la lotta e la corsa deicavalli.Intorno alle grandi città, vengono tuttora erette le
yurte, le tipiche abitazioni dei nomadi, così come si fa dai tempi antichi: la porta
orientata a sud ed ilposto donore, riservato agli ospiti, a nord, vicino al padrone
di casa.E comune vedere le antiche attrezzature per fumatori, pipe in argento,
tabacchiere incastonate di pietre preziose ed i rosari buddisti a 108
grani portatidai vecchi. Ma il rispetto della tradizione si fa più ampio se si pensa che
molteusanze antiche sono apprezzate e mantengono la loro vitalità. Come lecerimonie
nuziali, la festa del nuovo anno lunare o la celebrazione del "Mese bianco",
quale portatore di buoni auspici. E cibi sacri sono considerati itsagaan, alimenti
"bianchi": quindi latte di capra, di mucca di yak, di cammella,
yogurt, latte fermentato, liquori di latte (archì)
TZERIN TZARIN BOO
Tserin
Zarin Boo é nato inBuryatia , sulle rive del lago Bajkal.Ancora molto giovane la sua
famiglia fu costretta a lasciare la Buryatia per
sfuggire alla repressione sovietica e trovò rifugio inMongolia.
All'età di 8 anni cominciò a praticare il buddismo:
voleva diventare un lama. Dovevapraticare in segreto perché all'epoca era fortemente proibito avere a che fare con ogniistituzione religiosa. Studiò molto, recitava molti sutra buddisti, imparò a
memoria le preghiere e diversi rituali. Ha avuto diversi Maestri fra i quali Khunkhu-Bajar.All'età di 13 anni improvvisamente si ammalògravemente: non
riusciva più a stare in casa,qualcosa lo trascinava lontano dalla gente. Scappò verso le montagne , verso le foreste, non
riusciva a stare fermo in un posto, non ascoltava più le parole
della sua gente. Furono tempi di grande sofferenza: aveva contratto la malattia sciamanica (khii-ubshen) , che
duro' oltre un anno .Questa é la malattia a cui sono sottoposticoloro che devono
diventare sciamani, coloro cioé che possegono la "udga"
sciamanica,ovvero il potere sciamanico che si tramanda da una
generazione all'altra. Gli anziani gli raccomandarono fermamente
diabbandonare la sua vocazione buddista e diessere iniziato come sciamano; in
casocontrario le conseguenze sarebbe state molto sfavorevoli.All'epoca in Mongolia viveva
una donnasciamano che si chiamava Udagan Chimit. Erauna sciamana buriata molto conosciuta
e rispettata, aveva ricevuto 13 iniziazioni,apparteneva dunque al
lignaggio più alto. A 14 anni, Tserin Zarin Boo ricevette la
suaprima iniziazione sciamanica da Udagan Chimit.Da allora Tserin Zarin Boo ha intrapreso
la sua missione e fino ad oggi non ha mai interrotto lasua missione
sciamanica.Chimit Udagan gli diede 6 iniziazioni.Dopo la morte di Chimit-Udagan nel 1973
altrisciamani lo hanno iniziato: una sciamanamongola di nome Darima gli diede la 7° e la
8°iniziazione, altri sciamani celebrarono le rimanenti
iniziazioni. In tutto ha ricevuto 13 iniziazioni,raggiungendo
il piu' alto titolo sciamanico Mongolo: Zarin.
Nella sua stirpe si sono stati 33
Zarin.Tserin Zarin Boo é stato in prigione nel 1973 enel 1985 a causa del suo servizio
sciamanico perché il regime comunista aveva probito lacelebrazione di rituali e in
generale la gente di religione era perseguita.Durante i 70 anni del
regime comunista le generazioni di sciamani nella sua famiglia non
hanno potuto intraprendere la loro missione . Per
questo motivo Tserin Zarin Boo ha avuto uncompito molto delicato, quello di restaurare la
radice sciamanica e dare continuità al suo lignaggio
. Questo compito così delicato ha avuto esitopositivo solo grazie
alle straordinarie doti cheTserin Zarin Boo possedeva naturalmente
alla nascita e allo studio persistente, alle preghiere
e alle invocazioni da lui praticate in questa vita . Se lui non fosse stato iniziato come sciamano il lignaggio
della sua stirpe sarebbe andato perduto.
Attualmente Tserin Zarin Boo é uno
deglisciamani piu potenti sia della Mongolia che inBuryatia dove la sua autorità e la sua
conoscenza sono largamente riconosciute. Tserin Zarin Boo é stato
invitato in Buryatia nel 1996 a partecipare al "Primo Simposio Internazionale sullo
Sciamanesimo in Centro Asia" come ospite di onore e
comepartecipante più anziano ha avuto il compito didare inizio ai rituali.
CURIOSITA
BODGO EGHEN: IL RE SANTO.
Il
Bodgo Eghen conosciuto anche come Jebtsundamba o Maidari Qutuqtu(Gran Lama incarnato) era
la massima autorità spirituale della Mongolia.Lottava incarnazione viene descritta
dagli storici come unimportante figurareligiosa, con fama di essere un originale,
dotata di poteri medianici straordinari e con intelligenza di un
fine politico.Nel 1911 alla caduta della dinastia Manciù cercò di far navigare il suo
paese nelle difficili acque che lo trasportavano dai flutti
dellepoca feudale a quelli diunimminente modernizzazione. Alternò alleanze
con lo Tzar, i Cinesi, i RussiBianchi ed i Bolscevichi, mantenedo allo stesso tempo
rapporti con lEuropa econ lAmerica. Fa parte dellaneddotica di quei
tempi il fatto che questo carismatico capo abbia ricevuto in dono
da Ford una delle prime macchine prodotte contraccambiando il suo
dono con lintero scheletro di un dinosauro.Fu lispiratore, insieme a Süke
Bator, di riforme democratiche e cercò ditenere a freno il potere dei Nobili, sempre
pronti a cospirare, mentrealimentava la sua leggenda e affascinava il popolo con i suoi
miracoli.Il comunismo mongolo nacque, quindi, fra riti magici, cerimonie segrete ed
intrighi di corte, così come veniva mosso dalle abili manovre del Re Santo chefu temuto e
rispettato fino alla sua morte nel 1924.Con la morte dellultimo Bogdo Eghen fu
vietata la ricerca della successivaincarnazione da parte del regime sovietico.
Successivamente il 13° DalaiLama ha riconosciuto la sua ultima reincarnazione in Tibet.
Negli ultimi annila sua nona reincarnazione, che ora vive in India, ha incominciato a
dareinsegnamenti in giro per il mondo, ed ultimamente è stato accolto in Mongoliacome
indiscussa somma figura religiosa.
Dal libro "Ovgon
Jambalyn Yaria"
"LOFFERTA FEROCE AL FUOCO"
Nel primo mese dell'inverno del 1920,
mentre il Barone Ungern Sternberg si avvicinava a Urga, alla testa
dei Russi Bianchi, il Jebtsundamba fu posto agli arresti domiciliari nel suo palazzo
vicino al fiume Tula da un manipolo dicinesi e mongoli, con il pretesto di proteggerlo
dall'arrivo dei "banditi russi".Dopo alcuni giorni il Jebtsundamba chiese al suo
servitore Jambal di farevisitaall'oracolo il Lama Lobon per informarlo dell' accaduto, e
chiedergli quale erastata l'origine soprannaturale della sua prigionia e se si poteva
modificare il corso degli avvenimenti con un rito magico.Il Lama
Lobon chiese un giorno di tempo.Il giorno seguente riferi' a Jambal: "L' origine
della sfortuna del Jebtsundamba e' nei regali che ha ricevuto da
Badamdorji, l'amministratore di Urga. Un brutto maleficio e' stato fatto. Deve liberarsi
di questi regali disperdendoli ad est altramonto e recitando il mantra di Sharavnyambdu.
Per proteggere il Buddismo in Mongolia dovete poi fare un'offerta feroce
delfuoco. Costruite una statuetta raffigurante il generale cinese Sambuu (comandante delle
truppe cinesi di stanza ad Urga) e riempitela di argento eseta, e molte altre raffiguranti
i suoi soldati, poi costruitene una raffiguranteBadamdorji e mettetela vicino al generale.
Deve sembrare che i due stiano affabilmente conversando. Cercate di
procurarvi dei capelli di cinesi e mettetelisulla teste delle statuine. Versate quindi il
fuoco e riducete le statuette incenere.Il Jebtsundamba sara' liberato entro 40-50
giorni."Jambal riferi' tutto al Jebtsundamba che diede ordine di iniziare i
preparativiper il rito.Fu scavata segretamente di notte una fossa dentro una grande yurta,
si incomincio' a preparare le statuine con un impasto di orzo e
burro. Fu procurato molto alcool, e oggetti sacri come il damaru e
il campanello, pero'non si riusciva a trovare i capelli di cinese. Era
oramai la vigilia del rito quando Jambal mentre stava facendo dellecompere vide che nel
negozio accanto due cinesi si stavano tagliando i capellie un terzo cinese spazzava i
capelli fuori dalla porta.Senza destare sospetti ne raccolse alcune belle manciate e di
corsa li porto' al luogo segreto del rito.La cerimonia fu celebrata
il giorno dopo a mezzogiorno.
Le statuette bruciarono completamente
quando vi fu versata l'offerta del fuoco. Dopo 48 giorni il
Jebtsundamba fu libero.
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